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Riduzione Seno: Mastoplastica riduttiva

Riduzione seno
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Giugno 27, 2021
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Giugno 27, 2021

 La mastoplastica è la tecnica chirurgica alla quale ci si affida per la riduzione seno, quando appunto, si sceglie di ridimensionare un seno grande. L’operazione prevede l’eliminazione di una parte dei tessuti: ghiandolare, adiposo e cutaneo.

L’articolo dispenserà alcune informazioni utili, a partire dal significato di mastoplastica riduttiva.

Quando optare per la riduzione seno

Le persone che decidono di ricorrere a un intervento di chirurgia estetica per ridurre il seno, arrivano a questa scelta a seguito di motivazioni sia fisiche che psicologiche.

Un seno grande taglia 4 per esempio può, in effetti, causare problematiche inerenti la funzionalità, e allo stesso tempo influenzare emotivamente i soggetti, andando a procurare insicurezze, incapacità ad accettarsi e a sentirsi accolti, ritrosia.

Scegliere di avvalersi della mastoplastica – che, come specificato, è l’intervento chirurgico effettuato per ridurre il seno – è molte volte l’alternativa preferita per migliorare la condizione psicofisica.

Le componenti in gioco, dunque, sono diverse. A quelle estetiche si aggiungono le fisiche (tenendo in considerazione l’aspetto funzionale). In realtà, queste ultime incidono molto sulla qualità della vita.

Un seno abbondante, non è solo fastidioso dal punto di vista estetico, ma può causare dolore a diverse parti del corpo:

  • Irritazioni cutanee che si generano in linea con il solco sottomammario.
  • Dolore persistente alla schiena, spalle e collo, provocato da un eccessivo peso delle mammelle.
  • Difficoltà a dormire: artefice la dimensione enorme del seno che non permette al soggetto di trovare una corretta posizione.
  • Segni profondi sulla pelle causati dai lacci del reggiseno. Un seno grande crea una consistente pressione e questa pressione, a sua volta, ne provoca un’altra alle spalline del reggiseno. Il reggiseno, perciò, inizia a “tirare” provocano dolore e segni.

Non solo. Un seno enorme può impedire lo svolgimento delle azioni quotidiane, andando a diminuire, nel soggetto, l’autostima (che scende ai minimi termini); determina una negativa considerazione di sé stessi, causando la perdita di fiducia.

Curiosità: da cosa è determinato un seno enorme? Dagli estrogeni. Nella donna, gli estrogeni sono gli ormoni sessuali fondamentali, perché contribuiscono alla maturazione degli organi riproduttivi.

Abbiamo inteso più volte che, per ridurre il seno, è necessario sottoporsi ad un intervento chirurgico.

 2 ulteriori vantaggi per chi opta l’intervento di riduzione seno

Scegliere di avvalersi della mastoplastica riduttiva, non risolvere solo le caratteristiche psico-fisiche di cui abbiamo parlato, ma può essere d’aiuto qualora si presentino mammelle asimmetriche: un seno più grande dell’altro.

E ancora: quando vi è la necessità di risollevare verso l’alto la mammella (che, per determinati motivi, ha ceduto) generando un effetto mastopessi o lifting.

Al contrario della mastoplastica, tramite la mastopessi non viene rimosso tessuto mammario, ma si riposiziona la parte che è scesa.

Mastoplastica riduttiva: cos’è e come viene eseguita

Il termine stesso “mastoplastica riduttiva” suggerisce il significato a cui afferisce. In effetti, tale operazione prevede, appunto, la riduzione di parte del tessuto ghiandolare, adiposo e cutaneo, andando ad apportare una miglioria alla forma del seno.

In cosa consiste l’intervento?

Prima di procedere all’operazione e intervento al seno, alla paziente si eseguono delle misurazioni e dei disegni che faranno da guida durante l’intervento. Quando la paziente è sedata, all’interno delle incisioni si inietta un vasocostrittore affinché riduca l’eventuale perdita di sangue.

Durante l’intervento vengono rimosse, come già detto, parti del tessuto ghiandolare, adiposo e cutaneo che caratterizzano la conformazione delle mammelle. Dopo aver rimosso tali tessuti, il chirurgo estetico andrà a rimodellare la zona dell’areola e dei capezzoli.

Nello specifico, con l’intervento si riducono le areole e si sollevano i capezzoli. L’insieme capezzolo-areola, per essere posizionato in alto deve restare collegato al “peduncolo” (il tessuto sotto collocato). Mantenere questo tessuto è essenziale per garantire la sensibilità necessaria durante l’allattamento.

Segue una fase di lifting al seno atta a garantire un seno rifatto naturale e non solo la riduzione del seno stesso, ma una forma migliore al seno.

L’intervento viene eseguito tramite anestesia generale, anche se a volte può essere effettuato tramite anestesia locale.

È importante sottolineare una differenza di terminologia e significato. La mastoplastica riduttiva opera su seni con mammelle che raggiungono dimensioni medie o grandi. Quando si è in presenza di un seno con un volume maggiore, si parla di gigantomastia.

I segni visibili: 3 tipi di cicatrici

Come risaputo, con l’intervento di riduzione seno restano visibili e permanenti le cicatrici. Queste sono di tre tipi e assumono una forma – rovesciata – a “T”:

  1. Un’incisione nella zona del solco sottomammario.
  2. Un’incisione attorno all’areola (periareolare).
  3. Una cicatrice verticale, che tiene unite le altre due, partendo dalla parte inferiore del bordo dell’areola fino all’altezza della metà del solco sottomammario.

Al termine dell’operazione viene applicata una fascia con funzione compressiva, mentre il reggiseno verrà indossato solo alla seconda medicazione.

Varie tecniche utilizzate nella mastoplastica riduttiva

La chirurgia estetica si è evoluta nel corso degli anni riuscendo ad elaborare diverse tecniche, sia per la mastoplastica riduttiva che per la mastopessi. Queste procedure, in riferimento alle incisioni, prevedono un disegno diverso della classica forma a T rovesciata.

Il loro obiettivo, come si può dedurre, è quello di evitare – per quanto possibile – la presenza delle cicatrici, soprattutto quella più evidente posizionata sotto il solco mammario (incisione orizzontale).

Solitamente è prevista o solo la cicatrice periareolare, oppure in aggiunta quella verticale localizzata sotto l’areola. L’assenza della terza cicatrice non andrà a limitare nel tempo la forma del seno, perché questa è assicurata dalla manipolazione, consolidamento e sutura della ghiandola.

Inoltre, tale procedura non prevede l’asportazione del tessuto cutaneo.

Non tutti i soggetti possono accedere all’utilizzo di queste innovative tecniche chirurgiche. Molti sono i fattori limitanti nella scelta: l’età, l’elasticità della pelle, la forma delle mammelle.

Riduzione seno: cosa sapere delle cicatrici

È utile sottolineare un ulteriore aspetto: queste procedure, determinati cicatrici minime, richiedono una degenza più lunga rispetto alla classica e, a volte, richiede un intervento successivo di ritocco.

Da ricordare: le cicatrici generate dalla mastoplastica riduttiva hanno bisogno di un tempo particolarmente esteso per arrivare a maturazione. Il paziente, prima di osservare l’aspetto definitivo, dovrà attendere.

Esiste anche la possibilità che alcuni fattori incidano sul risultato, andando a modificare il decorso della cicatrizzazione che può diventare ipertrofica: carenza di proteine, fumo, anomali dovute alla vascolarizzazione, diabete, predisposizione individuale.

In definitiva

La riduzione del seno, come appurato, è una scelta effettuata in base a motivazioni diverse.

Come qualsiasi altro intervento chirurgico, deve essere compiuta da personale estremamente preparato – soprattutto in relazione alle tecniche innovative per le incisioni – che saprà interagire con il paziente, considerando ogni aspetto decisivo.

Infine ricordiamo che, l’operazione di mastoplastica riduttiva non riguarda solamente la donna, ma in taluni casi, interessa anche l’uomo.

Scritto Da MigliorChirurgo

Questo articolo è offerto dalla redazione di MigliorChirurgo.
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