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Orecchie a sventola: intervento e rimedi

orecchie a sventola
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Giugno 12, 2021
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Giugno 12, 2021

A volte sintomo di disagio le orecchie a sventola sono spesso l’inestetismo principe causa, in prima istanza, di disagi fisici e psicologici.

Possono essere corrette in diversi modi: partendo dai rimedi naturali, passando poi all’innovativo metodo “Earfold” per arrivare, infine, all’intervento di otoplastica.

Struttura e immagine estetica delle orecchie a sventola

Le orecchie a sventola, dette anche ad ansa, non comportano disfunzionalità all’apparato uditivo, ma per alcuni può essere un vero e proprio disturbo estetico che necessita di un rimedio.

Data la loro prominenza eccessiva, vengono considerate a pari livello del naso aquilino.

Qual è la struttura esterna che le caratterizza?

Per l’anatomia, la parte esterna dell’orecchio, quella distinguibile di primo acchito, è formata:

  • Dal condotto detto meato uditivo esterno (un canale, costituente la parte esterna dell’orecchio, che permette la comunicazione tra la cavità del padiglione esterno e l’orecchio medio) che va a concludersi a livello del timpano.
  • Dal padiglione auricolare, di forma ovale, (punto esterno e visibile dell’orecchio) è costituito da una struttura di tipo cartilaginea.

Entrambe le parti sopra descritte hanno la funzione di percepire le onde sonore, cercando di dirigerle verso il timpano. La chirurgia estetica ci viene in supporto per gli inestetismi che non ci piacciono del nostro corpo e l’otoplastica è una degli interventi più effettuati e richiesti.

Chirurgia orecchie a sventola

Le orecchie ad ansa, a differenza delle comuni, constano di una sporgenza immediatamente visibile e per tale ragione fastidiosa.

Vengono classificate a sventola quando l’angolo formato dal padiglione auricolare con la testa è caratterizzato da un’apertura che può arrivare a misurare i 30 gradi.

A cosa è dipesa questa apertura? Dalla mutazione di più parti della cartilagine. Nello specifico, le mutazioni più consistenti riguardano la retrocessione dell’antelice (plica, piega cartilaginea) quando questa è assente o non sufficiente e un’esagerata espansione della cavità.

Studi medici hanno riscontrato che il problema delle orecchie ad ansa è genetico e si sviluppa al sesto mese di gravidanza. Inoltre è stato evidenziato così come per chi vuole rifarsi il naso che i soggetti, con genitori “affetti” da tale disturbo, ereditino lo stesso inestetismo.

 Correzione tipi di orecchie a sventola

Abbiamo letto che le orecchie ad ansa incidono sulla vita psicologica di una persona per l’immagine poco gradita, perché non in linea con gli standard qualitativi estetici, inducendo la stessa a ricorrere a rimedi o intervento chirurgico.

Ma quali sono le tipologie delle orecchie a sventola? Troviamo:

  • Orecchie eccessivamente enormi (macrotia).
  • Orecchie asimmetriche.
  • Malformazioni del padiglione auricolare e relativa alterazione della protuberanza.

Anche per il naso spesso si ricorre alla chirurgia plastica per cercare un naso perfetto tipo un naso alla francese o altre forme armoniche a seconda del viso.

Orecchie ad ansa: 2 rimedi naturali, 1 mini invasivo

È risaputo: la chirurgia estetica rimane la soluzione ottimale per combattere il disturbo delle orecchie a sventola. In effetti, i rimedi naturali restano preclusi alla maggior parte dei soggetti. Esistono, ad ogni modo, particolari circostanze che permettono, a chi necessita, di ricorrere a soluzioni alternative. Vediamole.

Innanzitutto è doveroso sottolineare come, per ogni problematicità come per un naso aquilino per esempio, l’importanza di individuare il problema il prima possibile, intervenendo tempestivamente, sia la condizione dalla quale partire.

Questa condizione sembra poco rilevante ma assume, invece, un ruolo centrale. Nei primi giorni di vita è basilare avere uno “sguardo” attento a tutte le fisicità del bambino. Il motivo è evidente: il problema estetico, se preso all’origine, può essere gestito.

Infatti, nei primi tempi dopo la nascita, la cartilagine risulta ancora plasmabile e di conseguenza modificabile (grazie agli ormoni, detti estrogeni, trasmessi dalla madre al nascituro) attraverso speciali fasce che, andando a comprimere l’orecchio, lo accostano alla testa.

Operazione facile alle orecchie

Il primo rimedio consiste attraverso un’operazione alle orecchie semplice nell’adoperare queste fasce speciali che costringono il padiglione a crescere in quella data posizione, facendogli assumere una forma diversa.

Al contrario, se il problema viene scoperto in modo tardivo, è possibile accedere all’utilizzo di peculiari cerotti atti ad unire il padiglione auricolare alla testa, cerotti che comunque hanno un’efficacia sicuramente ridotta.

La seconda soluzione proposta, però, è puramente momentanea perché la cartilagine, alla rimozione dei cerotti, torna ad assumere la posizione in origine.

L’innovativo metodo, denominato earlFold, è il rimedio mini invasivo consigliato in casi di orecchie a sventola.

Lo strumento è un dispositivo medico che permette di risolvere in modo definitivo, ma non invadente, l’inestetismo alle orecchie.

È considerata un’alternativa valida alla chirurgia estetica otoplastica. La materia prima utilizzata, il Nitinol, assurge alla classe dei metalli biocompatibili adoperati per la maggiore, appunto, in medicina chirurgica.

Attraverso una procedura effettuata ambulatorialmente che si avvale dell’anestesia locale, il dispositivo, caratterizzato da una striscia sottile di Nitinol, è inserito sotto la pelle del padiglione auricolare.

A seconda della correzione necessaria, l’operazione può durare dai 5 ai 20 minuti.

Questo rimedio mini invasivo, di otoplastica non chirurgica, permette di tenere in loco, nella posizione consona, la cartilagine, ridimensionando la sporgenza dei padiglioni auricolari.

Intervento chirurgico di Otoplastica

Servirsi della medicina chirurgica estetica, nel caso l’Otoplastica, resta a oggi il metodo risolutore.

È un intervento fatto in day-hospital tramite anestesia sia locale che generale (solo ai bambini si induce quella generale), ha una durata media di circa due ore e attraverso tale procedimento, in un’unica soluzione, si riescono a correggere entrambe le orecchie.

Esistono due tipologie operative con cui si esegue l’otoplastica:

  • Otoplastica mediante incisione
  • Otoplastica detta “incisionless”, senza incisione

L’otoplastica mediante incisione è la più gettonata. Si effettua praticando verticalmente un taglio nell’area posteriore al padiglione auricolare. Successivamente, il chirurgo andrà a rimodellare l’orecchio seguendo le linee precedentemente definite.

Cosa significa rimodellare? Viene asportato del materiale cartilagineo che poi sarà riposizionato. Il metodo, compiuto con l’ausilio di microincisioni, permette di cancellare la “memoria” della cartilagine in modo che questa non si riposizioni come all’origine. Consente di evitare, da quello che si carpisce, una possibile recidiva.

Per fissare le operazioni compiute nella posizione richiesta, ci si avvale di punti di sutura interni che, eccezion fatta per eventuali complicazioni, non verranno rimosse.

Al termine dell’operazione, il medico specialista procede a chiudere l’incisione con punti temporanei.

Rifarsi le orecchie è semplice

Il paziente che vuole rifarsi le orecchie dopo l’intervento, indosserà un turbante sul capo a protezione della zona operata.

Il vantaggio che nasce da questa pratica riguarda il largo margine di rimodellamento dell’orecchio, mentre l’inconveniente che ne deriva è dato dalla presenza della cicatrice perché, nonostante sia collocata dietro l’orecchio, può essere evidente.

L’otoplastica senza incisione è una tecnica innovativa che ha come obiettivo finale quello di non ricorrere all’incisione del padiglione auricolare, evitando cicatrici visibili. Sono tante le tecniche chirurgiche che non prevedono il bisturi, vedi il filler labbra senza aghi per rifarsi le labbra o altri e molti trattamenti proprio senza bisturi.

Attraverso un ago si immettono suture interne che andranno a progredire le irregolarità delle orecchie a sventola.

In questo caso, come avrete constatato, non viene tolto nessun materiale cartilagineo, ma ci si avvale soltanto di impunture curative che rimarranno in loco (sotto pelle) definitivamente, senza creare segni tangibili.

L’operazione otoplastica incisionless, a differenza di quella ad incisione, ha una durata limitata inferire ad 1 ora.

I vantaggi sono palesi: l’assenza di cicatrice prevede anche l’assenza di complicazioni ad essa correlate. D’altro canto, questo tipo di otoplastica consente un rimodellamento inferiore perché non viene rimosso materiale cartilagineo.

Considerazioni in campo estetico

L’intervento di otoplastica, a parte rare eccezioni, è considerato un sicuro strumento risolutore.

Le innovazioni che la scienza e la medicina chirurgica apportano nel campo estetico, hanno suscitato speranze anche in quei pazienti con problematicità rilevanti.

I risultati che si ottengono, difatti, sono la dimostrazione di come, oggi giorno, non sia più utopico desiderare e acquisire un perfetto aspetto fisico.

 

 

Scritto Da MigliorChirurgo

Questo articolo è offerto dalla redazione di MigliorChirurgo.
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