La Losanga Cutanea: Incisione In Anestesia Locale

Losanga Cutanea
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Dicembre 30, 2020

L’asportazione chirurgica mediante losanga cutanea è un operazione chirurgica molto frequente che verte ad un cambiamento sostanziale in una determinata area formata da neoformazioni cutanee.

losanga significato in medicina

Hai di certo sentito parlare più volte di “losanga cutanea”. Quando ci riferiamo a questo termine in ambito medico, prendiamo in esame un pezzo di cute di forma romboidale poiché nei suoi rapporti reciproci delimita uno spazio a losanga ossia con l’asse lungo disposto in senso verticale, contenente una sezione di epidermide da asportare in un intervento. Tale losanga cutanea rientra la varie tecniche di chirurgia plastica di asportazione ossia nelle metodologie che consentono di eliminare una neoformazione totalmente per poi procedere ad effettuare la biopsia ed indagare la natura sospetta della zona che ci interessa.

In particolare, la biopsia detta anche agoaspirato o agobiopsia, permette di prelevare una piccola parte di materiale biologico mediante l’utilizzo di un ago sottilissimo. Di solito, si effettua tale operazione soprattutto per cellule e tessuti al fine di esaminarli per escludere la possibilità di formazioni tumorali. Va specificato che, in seguito all’asportazione della losanga cutanea, verrà effettuato uno studio citologico (se si tratta di cellule ossia di ago aspirato) o uno studio istologico (se si tratta di tessuti e quindi di biopsia). Normalmente tale operazione viene effettuata in seguito a esami come tac o radiografie.

Exeresi di neoformazione, come funziona l’operazione?

Ecco le risposte alle domande più frequenti in merito alle quali ci si interroga in tale ambito.

L’operazione viene praticata in anestesia locale previa sterilizzazione di ferri e pelle. A questo punto, si procede con l’incisione e l’asportazione di una losanga cutanea che contiene la neoformazione ossia la crescita di qualunque tipologia di alterazione sull’epidermide. Anche se la maggior parte delle neoformazioni di pelle è di origine benigna, le analisi post asportazione di losanga cutanea vanno effettuate in maniera tempestiva.

Neoformazione sottocutanea è un tumore?

E’ bene specificare che neoformazione è sinonimo di tumore o neoplasia ossia di cambiamenti che avvengono nel nostro corpo. Non sempre tali formazioni sono di tipo maligno: si pensi, ad esempio, che nell’ambito delle neoplasie della pelle che prevedono l’asportazione di una losanga cutanea per l’accertamento della diagnosi, oltre il 95% è di tipo benigno quindi curabile. Una crescita anomala di cellule nel nostro organismo, infatti, non è necessariamente un cancro. Tra le neoformazioni benigne, ad esempio, ritroviamo gli angiomi, i nei, i lipomi e le cisti sebacee che sono semplici da asportare con interventi ormai all’ordine del giorno. Non sempre tali neoplasie vanno asportate ma, a volte, si procede con tale intervento per limitare i fastidi che esse causano per via del loro ingrossamento, del prurito riscontrato, dell’infiammazione a cui possono condurre oppure dell’infezione cutanea a cui si può giungere.

Nei tumori benigni, insomma, non troviamo componenti cancerose quindi essi non necessitano di trattamenti particolari, a meno che le cellule non vadano ad intaccare funzioni quotidiane oppure rechino fastidi ad altri tessuti (dando origine a metastasi), causando problemi al paziente. Diverso è se consentono di produrre troppi ormoni e, quindi, causano sbalzi ormonali, se comprimono degli organi o risultano intaccare l’aspetto estetico.

In seguito all’asportazione di un neo tramite lase che provoca quasi sempre un po di dolore o della losanga cutanea in anestesia locale, viene suturata la ferita mediante fili riassorbibili che consentono alla ferita di cicatrizzarsi nella maniera migliore e nel minor tempo utile. Più le zone che si vanno a toccare sono delicate, più i fili saranno sottili per non lasciare cicatrici visibili, mentre nelle zone dove la pelle è più spessa verranno usati, di conseguenza, fili più spessi. Dopo aver terminato l’intervento che prevede l’asportazione della losanga cutanea, la ferita viene medicata con dei cerotti che resteranno lì sino a quando non saranno rimossi i punti (di solito dopo 7- 10 giorni).

Epitelioma cutaneo ed i vari controlli

Seguiranno, poi, ulteriori controlli dell’epitelioma cutaneo per verificare l’andamento della situazione clinica del paziente. Qualora, in seguito all’esame post asportazione della losanga cutanea, venga verificato che la neoformazione è maligna, un’attenta valutazione medica stabilirà se è maggiormente indicata una terapia di tipo farmacologico (chemioterapia o terapia ormonale), di tipo chirurgico oppure una radioterapia.

L’intervento di asportazione della losanga cutanea prevede un’infiltrazione di soluzione anestetica mediante un sottile ago intorno alla regione interessata. Per effettuarlo, si necessita di chirurgia ambulatoriale o, al massimo, di ricovero giornaliero detto day surgery. E’ consigliabile non assumere aspirina e farmaci simili nei 7 giorni prima dell’intervento per limitare il sanguinamento.

Di solito, se si tratta di formazioni di tipo benigno, si procede alla rimozione di 3 mm di pelle sana oltre il tratto sospetto, mentre se già prima dell’intervento è accertato che si tratti di melanoma, il parametro da rispettare è di 1- 3 cm di cute sana circostante. Se siamo di fronte ad una lesione pigmentata sospetta, il margine sarà di 5 mm. In tal caso, se dopo l’asportazione della losanga cutanea, viene accertato che si tratta di un tumore maligno, si dovrà procedere ad un secondo intervento che andrà effettuato entro un mese dal primo e che consisterà nel prelevamento di ulteriori 1- 3 cm di pelle per lato intorno alla cicatrice.

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A presto.

Scritto Da MigliorChirurgo

Questo articolo è offerto dalla redazione di MigliorChirurgo.
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