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Blefaroplastica Superiore: Intervento e Costo

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Settembre 6, 2021
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La blefaroplastica superiore è un intervento di chirurgia plastica eseguito per eliminare gli eccessi di grasso o cute. Questi inestetismi sono causati dalla discesa della plica palpebrale oltre il margine della palpebra superiore. L’articolo conferirà informazioni utili inerenti alle caratteristiche e modalità dell’intervento.

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Cos’è nello specifico la Blefaroplastica Superiore?

Nell’ambito della chirurgia estetica, la blefaroplastica – o blefarocalasi – è la prima opzione a cui ci si avvale per ringiovanire il viso. Come accennato, quando la plica palpebrale (piega cutanea localizzata sopra l’occhio) si abbassa fino a superare il margine della palpebra superiore, si determina l’inestetismo citato.

La plica palpebrale è formata dalla riflessione della pelle sulla piega palpebrale superiore di quella lamina cartilaginea – detta tarso – che si espande su tutta la rima e che offre sostegno “portante” alle palpebre.

In sostanza: l’intervento di blefaroplastica superiore consente di correggere sia gli inestetismi causati dall’eccesso di cute sulle palpebre che eventuali ernie di grasso costituenti le famose “borse palpebrali (adipe sottocutaneo).

Queste ultime sono dovute al rilassamento della struttura di limitazione – utile “cuscinetto” dell’occhio – del corpo adiposo.

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Come viene eseguita la procedura chirurgica di blefaroplastica?

Per rimuovere la cute in eccesso è necessario separare il tessuto della pelle da quello adiposo. Le incisioni – e le cicatrici conseguenti – andranno a posizionarsi sulla palpebra superiore (laddove è presente, appunto, la piega palpebrale) sporgendo, a volte, di alcuni millimetri dall’arcata orbitale.

Dopo aver rimosso l’eccesso di tessuto così come nel seno rifatto a riduzione, l’operazione procede con la probabile coagulazione dei vasi sanguigni.

Il taglio praticato per eliminare la pelle eccedente viene prolungato di 10 millimetri al di là dell’angolo laterale dell’occhio, attenendosi – quindi – alla linea preesistente della ruga.

Se il chirurgo estetico lo ritiene utile, si procederà anche alla rimozione del tessuto muscolare. Questi potrà essere utilizzato come metodo riempitivo allo scopo di attenuare le pieghe cutanee presenti in altre zone del viso.

La peculiarità dell’operazione descritta risiede nella posizione delle suture (eseguite con fili molto sottili) – che vengono effettuate allo scopo di minimizzare le cicatrici – e nelle cicatrici stesse che corrisponderanno al nuovo solco palpebrale.

L’intervento di blefaroplastica viene eseguito in anestesia locale, ma tramite sedazione endovenosa per diminuire lo stato vigilante nel corso dell’operazione. La durata, a seconda della situazione – più o meno complessa – varia dai 30 minuti alle due 2 ore.

Sia le suture che gli eventuali cerotti applicati vengono rimossi dopo i 5 o 7 giorni successivi all’intervento.

8 suggerimenti post-operatori

Per una rapida e completa guarigione, le persone che decidono di intraprendere il percorso operatorio, nella fase successiva all’intervento, devono seguire alcuni accorgimenti importanti:

  • Un’adeguata igiene degli occhi.
  • Utilizzo di collirio specifico.
  • Sospendere l’uso di lenti a contatto fino al termine della guarigione.
  • Avvalersi di compresse di ghiaccio.
  • Portare occhiali da sole durante le uscite.
  • Non sforzare la vista.
  • Eliminare gli alcolici.
  • Al fine di sollevare la testa, è utile dormire con due cuscini per una settimana.

A chi è consigliato l’intervento estetico?

La blefaroplastica superiore è indicata per le seguenti motivazioni:

  • Soggetti con borse agli occhi causate da accumulo adiposo periorbitario.
  • Persone con forma cascante delle palpebre, la quale conferisce tristezza e stanchezza allo sguardo.
  • Presenza di depressione cutanea periorbitale e occhiaie.
  • Possibile eccesso cutaneo (o lassità) coprente la piega della palpebra.
  • Rilassamento della pelle e visibili rughe localizzate nella zona perioculare (le famose zampe di gallina).
  • Ingrossamento palpebrale causato dalla riduzione del campo visivo, dalla lacrimazione o, ancora, da arrossamenti.

Quali rischi riserva l’operazione di blefaroplastica?

Come per ogni intervento chirurgico, anche quello inerente alla rimozione della cute in eccesso comporta alcuni rischi. Questi sono suddivisi in “A breve termine” e “A lungo termine”.

I primi – quelli a breve termine – sono legati ad episodi di:

  • Sanguinamento post-operatorio (che può essere arrestato tramite una compressione lieve o attraverso la termocoagulazione chirurgica).
  • Infezione delle ferite (per quei soggetti che seguono una corretta profilassi antibiotica, la presenza di questo rischio, tuttavia, è molto rara).

I rischi a lungo termine, invece, comprendono:

  • Lo scleral show (il lagoftalmo): la retrazione da parte della palpebra superiore (e inferiore) causata dalla cicatrizzazione che, contrariamente al solito, permette alla porzione bianca dell’occhio d’essere visibile.
  • La formazione di cicatrici antiestetiche o ipertrofiche (soprattutto nelle persone soggette a una elevata reattività cutanea o con ferita infetta), migliorabili – tuttavia – attraverso l’impiego di creme specifiche o altre tecniche (intervento in anestesia locale o infiltrazioni di cortisone).
  • I cosiddetti “Hollow eyes”: la configurazione “vuota” che i tessuti assumono intorno al bulbo oculare. Questa è dovuta a una smoderata asportazione dell’eccesso adiposo orbitario.

Blefaroplastica: 5 controindicazioni

Per chi sceglie di sottoporsi al tipo di operazione illustrata non vi sono molte controindicazioni. Tuttavia, è fondamentale rivolgersi a un chirurgo estetico per eseguire una visita accurata e preparatoria che vada a sottolineare le caratteristiche dell’intervento, e ad analizzare le esigenze e aspettative del soggetto.

Le maggiori controindicazioni sono:

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  • Irritazione a livello oculare con relativa e conseguente secchezza della cornea e lacrimazione.
  • Asimmetria della palpebra: rientra nella prassi transitoria e molte volte, ancor prima dell’operazione, è già presente.
  • Ematoma nelle successive 12 o 24 ore dall’intervento; a causa di questo, è necessario eliminare i coaguli e quindi potrebbe essere richiesta l’apertura delle ferite.
  • Formazione di cisti (limitate nelle dimensioni) per le quali è prevista una manovra semplice (e senza anestesia) che andrà a rimuoverle.
  • Perdita momentanea della sensibilità della palpebra o retrazione della stessa (ectropion).

Risultati e costo dell’intervento

Se l’intervento è eseguito da personale specializzato – è importante ribadirlo – i risultati che si possono raggiungere sono ottimi. In effetti, con il risollevamento delle palpebre e l’eliminazione delle borse sotto gli occhi, lo sguardo riacquistando giovinezza, abbandona la sfumatura abbacchiata che lo caratterizzava. E’ inoltre vero che questo intervento è molto frequente, non nuovo come lo sbiancamento anale ma presente negli interventi e trattamenti dei chirurghi plastici da sempre.

D’altra parte, i risultati sopra descritti, il più delle volte, sono limitati negli anni. L’azione compiuta sulla cute dalla forza di gravità e l’avanzare dell’invecchiamento non si possono bloccare.

Nell’arco del tempo, seppure gli interventi di chirurgia estetica rallentino molto il decorso evolutivo, la pelle perderà elasticità e tonicità. La durata dell’operazione, calcolata attorno ai dieci anni, resta comunque individuale perché legata alle caratteristiche personali e costitutive della persona.

Il costo dell’operazione si aggira intorno ai 2000 euro per la blefaroplastica superiore  o inferiore e ai 3000 per quella completa – che varia in base alla tipologia scelta per l’intervento, alla tecnica da adottare e allo specialista.

 Considerazioni finali

Gli inestetismi legati all’invecchiamento, come ad esempio il rilassamento cutaneo del viso e le relative problematiche: arcata sopraciliare abbassata e rughe periorali, possono agire negativamente sulla psiche, soprattutto quando la situazione non viene accettata.

La blefaoplastica, come ogni alternativa estetica, può migliorare la condizione e aiutare i soggetti ad affrontare la quotidianità. È rilevante avvalersi di specialisti del settore che, valutando ogni singolo caso, possono delineare il percorso più idoneo.

D’altra parte, resta peculiare apprendere una lezione: la vera bellezza dell’uomo e della donna, quella da coltivare nel tempo, non è estetica ma risiede nell’anima di ognuno.

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Scritto Da MigliorChirurgo

Questo articolo è offerto dalla redazione di MigliorChirurgo.
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